L’Isola di Mon

20 Feb 2018

http://www.isoladimon.it/

Online da settembre 2000, L’isola di Mon è stato il primo gioco di ruolo via browser grafico a introdurre molti dei concetti tipici dei Mud (Classi, Oggetti, Abilità).

Attacchi, furti, incantesimi, e in generale le abilità di classe, sono gestite da script automatici, che rendono la scheda un valore concreto, permettendo ai Giocatori di relazionare le abilità dei propri PG (e PNG) in un modo Oggettivo, lasciando in mano dei master (rigorosamente anonimi) solo l´aspetto narrativo.

Tutte le giocate possono essere premiate con punti esperienza, anche quelle in solitaria, e non di rado, celebrazioni o concorsi fanno dono ai giocatori di punti esperienza premio. Nonostante questo, Mon rimane un gioco in cui l´ascesa del proprio personaggio è, per scelta, lenta e coerente. Le classi si articolano su dieci livelli, dove il primo livello rappresenta l´apprendista, e il decimo, lo straordinario eroe all´apice del suo sviluppo. Ogni livello comporta aumenti di caratteristiche, e nuove possibilità.

Fondamentale caratteristica di Mon è la mappa locazionale, che permette di spostare il proprio personaggio, cliccando su una bussola, nelle varie locazioni di gioco, salire ai piani superiori, scendere nei sotterranei, e che permette di scoprire così, via via, stanze, saloni, città, boschi e fiumi, in cui tutto può annidarsi. Nessun giocatore di Mon conosce completamente tutto il gioco.

Oggetti, armi, vesti, cibi e quant´altro hanno scheda a sé, ed esistono concretamente, indossabili, utilizzabili, e ognuno fornito di un proprio effetto. Negozi e taverne sono automatizzati, pur se naturalmente animabili dai master. Se un personaggio viene ucciso, il sistema crea un cadavere nella locazione in cui questi è caduto, e l´anima vola in un´apposita città, grande quanto la Minur originale, che concede ai caduti lo stesso spazio di gioco, finché restano spiriti.

Nonostante la ricca automazione, il gioco da massima importanza all’interpretazione. Mon non prevede il pensiero in azione, in nessuna forma, né concede ai suoi giocatori di costruire il suo personaggio come un´eccezione razziale, benché poi, con i giusti modi, si possa, in gioco, arrivare a qualsiasi risultato. La caratterizzazione razziale è fondamentale e ricercata. L´ambientazione, forte di otto anni d´approfondimento, è enorme e dettagliata. Benché le centinaia di chat prevedano soltanto le città di Minur, Yvresse, Opele, Amyn e Khaz Tahar, e i territori intorno a queste, apposite chat create all´uopo permettono l´esplorazione di tutta l´Isola.

La redazione ed i master, una volta considerati una figura distante, sono ora in quotidiana comunicazione con i giocatori, e molta parte del gioco e delle migliorie parte dalle proposte dei medesimi.

Ambientazione

L´ambientazione è quella del´Isola di Mon, territorio isolato dal continente, i contatti col quale sono ormai perduti, che vede la convivenza, non sempre facile, di numerose razze diverse.

Il Gioco si svolge nel Teriador, una regione nel sud-est dell´Isola, dove una piccola città, Minur, è sorta, per iniziativa di un gruppo di umani, in una zona poco esplorata, e a poca distanza da altrettante città non umane. Nelle vicine montagne vi è infatti una rocca dei nani, superbi artigiani e forgiatori, memoria dell´isola, e in guerra perenne con pelleverdi e elfi sotterranei. A nord della medesima, esiste la magnifica città elfica di Yvresse, luminosa e incredibile oltre ogni dire, all´interno della quale cresce l´Albero della Vita, e in cui gli elfi prosperano, nobili, difendendo se stessi e ogni essere vivente, e sviluppando l´arte della magia, di cui sono sommi maestri. Nascosta tra i boschi, la perduta Opele, è rifugio dei Silvani, custodi dei boschi, creature della Verde Madre, diffidenti e silenziosi come ombre. E oltre il fiume, un ingresso nascosto conduce alla pericolosa città drow di Amyn, il cui duro Matriarcato, trama per costruire la propria ragnatela di intrighi, e assumere il controllo della giovane cittadina umana.

Minur è stata fondata da una ricca famiglia di mercanti, che ancora la domina, nelle vesti di un misterioso Patriarca, presumibilmente umano, che però nessuno ha mai visto. Nasce lontana dalla severa Anuril, o dalla depravata Cargulis, con l´intenzione d´essere un porto franco.

Per questo, il Patriarca concede ad ogni razza riconosciuta, compresa quella degli elfi scuri, un´ambasciata tutta loro, costruita a spese della cittadinanza. La situazione particolare, e il territorio, tutto da scoprire e da sfruttare, attira presto gente di ogni genere, da tutta l´Isola, e Minur diventa meta ideale, oltre che per fuggitivi umani, anche per mezzelfi (alla cui sottorazza è intitolato un intero quartiere) e mezzorchi, alla ricerca di un´identità sociale, o solo di un luogo in cui vivere serenamente. Altrettanto facilmente, giungono spesso approfittatori, o opportunisti senza scrupoli. In città, dunque, delicati equilibri sanciscono una pace in genere apparente, favorendo gli scambi commerciali e una promiscuità del tutto nuova, di cui anche i piccoli mezzuomini e gli gnomi, sempre più rari, si approfittano.

Presto in città arrivano gli ordini sacerdotali, le società segrete, le gilde mercantili e le accademie magiche.

Benché la gendarmeria e il Patriarca mantengano come possono l´ordine, le leggi di Minur, valgono soltanto nei suoi confini. E non di rado, la lama di un assassino colpisce indisturbata nei vicoli del quartiere del mercato, o a ridosso del vecchio teatro cittadino…

 

E al di fuori delle mura vige solo la legge del più forte…


Il 2017 ha visto un rilancio del gioco e, attualmente, sono in fase beta nuove implementazioni tra cui l’ottimizzazione responsive, la realizzazione di sottoclassi, la nuova classe stregone ed un sistema più snello di gestione delle abilità generali che aiuti giocatori e master ad aggiungere una semiautomazione nel risolvere azioni diverse dal combattimento.

 

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Giocatori di L’Isola di Mon (2)

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